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Paragrafo  1  . Una straordinaria  espansione economica  dal  1946  al

1973.

     
Tra  la fine della guerra e l'inizio degli anni Settanta, negli  stati
dell'Europa occidentale, negli Stati Uniti, nel Canada e nel  Giappone
si  verific  una espansione economica senza precedenti:  il  prodotto
nazionale lordo mondiale triplic, mentre nel cinquantennio precedente
era solo raddoppiato; la crescita avvenne dunque ad un ritmo annuo  di
quasi  il  4%,  tre  volte  superiore  a  quello  dei  quindici   anni
antecedenti  la prima guerra mondiale, e fu senza interruzioni,  ossia
senza  quell'alternarsi di congiunture favorevoli e  sfavorevoli  come
era accaduto nel passato.
     Tale  ciclo  espansivo fu favorito dalla rilevante  disponibilit
di  capitali.  Il  piano Marshall fece affluire in Europa  milioni  di
dollari; un sistema bancario meglio organizzato concesse ampi  crediti
agli  imprenditori; il conseguimento di consistenti  profitti  permise
alle  aziende  di  avere  fondi  per  l'autofinanziamento.  Gli  stati
investirono  cospicue risorse nella realizzazione di infrastrutture  e
nel sostegno ai settori considerati trainanti come quello siderurgico,
meccanico e chimico.
     Determinante fu anche la larga disponibilit di fonti di  energia
e  di  materie prime a basso costo. La produzione di carbone raddoppi
dal  1945  al  1973, ma furono gli idrocarburi ad imporsi sul  mercato
internazionale, grazie alla loro facilit d'impiego, di trasporto e di
stoccaggio,  al  loro  elevato potere energetico  e  al  basso  prezzo
praticato dai paesi produttori, tutti appartenenti al Terzo mondo:  il
petrolio, che pass da una produzione di 376 milioni di tonnellate nel
1945  a  circa  3  miliardi nel 1973, arriv  a  coprire  il  60%  del
fabbisogno mondiale, contro il 4% degli inizi del secolo.
     Alcuni   stati   furono   particolarmente   avvantaggiati   dalla
possibilit  di poter disporre di una grande quantit di manodopera  a
basso costo: la Germania per l'afflusso delle popolazioni tedesche  da
vari territori europei,
     
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     l'Italia  in seguito alle migrazioni interne, il Giappone  grazie
all'incremento demografico e all'assenza di conflittualit  sindacale.
Tendenza  comune  a  tutti  i paesi industrializzati  fu  poi  la  pi
sistematica   applicazione   del  taylorismo,   ossia   dei   princpi
dell'organizzazione scientifica del lavoro, al fine di  accrescere  la
produttivit.
     Un   fattore  propulsivo  di  grande  rilievo  fu  il   progresso
scientifico  e  tecnologico,  reso  possibile  dal  crescente  impegno
pubblico e privato e da nuovi metodi di lavoro. I maggiori paesi e  le
grandi  imprese  infatti  destinarono consistenti  finanziamenti  alla
ricerca  e  questa  si  fond su una progressiva specializzazione  dei
campi  di  indagine  e  sul lavoro di gruppi integrati  di  scienziati
operanti in una vasta rete di laboratori, fondazioni e istituti vari.
     Nel  settore  energetico  gli  studi  sulla  fissione  dell'atomo
portarono,  nei primi anni Cinquanta, alla realizzazione  delle  prime
centrali elettronucleari, che successivamente si diffusero soprattutto
in  Unione Sovietica, negli Stati Uniti e in Francia. Il vasto ricorso
a  tale  fonte, a causa dell'estrema pericolosit degli  impianti,  ha
per  sollevato  dubbi e diffidenze che si sono approfonditi  dopo  un
grave  incidente  avvenuto nella centrale sovietica di  Chernobyl  nel
1986,  che  del  resto  era stato preceduto da altri  verificatisi  in
diversi  paesi del mondo. Importanti studi ed applicazioni sono  stati
compiuti  anche  nel  campo delle cosiddette  energie  "pulite",  come
quella   solare  e  quella  eolica,  ma  il  loro  apporto     ancora
limitatissimo,  e la fonte di gran lunga pi sfruttata    rimasta  il
petrolio.
     I   progressi   compiuti  dalla  chimica  hanno   consentito   la
produzione di nuovi materiali sintetici e di fertilizzanti,  pesticidi
e  fungicidi, che hanno fatto crescere la produttivit in agricoltura;
quest'ultima   stata favorita anche dalla ricerca genetica  applicata
alle  piante  e  agli animali, per la realizzazione di variet  a  pi
elevato rendimento.
     Le  innovazioni pi rivoluzionarie si sono verificate nei settori
di   punta,   primo  fra  tutti  l'elettronica.  Dal  primo   cervello
elettronico,   costruito  nel  1946,  di  dimensioni   gigantesche   e
scarsamente  affidabile,  si   passati, attraverso  l'invenzione  del
transistor (1948), del circuito integrato (1960) e del microprocessore
(1971),    ad    elaboratori   sempre   pi   piccoli    e    potenti.
Contemporaneamente sono aumentati anche i campi di  applicazione:  dai
radioricevitori, alla produzione di raggi X, alla televisione, ad ogni
aspetto  della comunicazione, della produzione, del commercio e  della
vita  privata, con l'introduzione dei personal computer, di  strumenti
per   la   riproduzione  del  suono  e  dell'immagine,  di  componenti
elettronici  per  gli  elettrodomestici. Particolarmente  rilevante  
stato  lo  sviluppo dell'informatica, la scienza che studia i princpi
teorici che regolano l'elaborazione elettronica delle informazioni, la
trasmissione  delle stesse e le applicazioni ai vari  sistemi  fisici,
biologici  ed economici. Strettamente collegati ad essi sono  stati  i
progressi  della cibernetica, la disciplina che si occupa dei  sistemi
di  controllo e di comunicazione di meccanismi automatici, sulla  base
del  rapporto  tra questi e gli organismi viventi. Gli approfondimenti
compiuti   in  questi  campi  hanno  portato  all'affermazione   della
robotica,  per  l'automazione  di vari processi  produttivi,  e  della
telematica, per la trasmissione a distanza, in tempi rapidi,  o,  come
si dice "in tempo reale", di informazioni, suoni, immagini e comandi.
     Trasformazioni  rivoluzionarie  si  sono  verificate  anche   nel
settore  dei  trasporti. Quelli su strada hanno  visto  la  prepotente
affermazione  dell'automobile,  che  ha  provocato  una  incontenibile
espansione della motorizzazione
     
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     privata,   a  scapito  della  ferrovia.  Questa  ha  cercato   di
adattarsi,  ricorrendo  a metodi di trazione  pi  efficaci,  come  il
diesel,  la  turbina  e  l'elettricit, fino ad arrivare,  negli  anni
Novanta,   alla  realizzazione  dei  primi  treni  ad  alta  velocit.
L'introduzione   della   propulsione  a   reazione,   consentendo   la
costruzione  di aerei sempre pi capienti e veloci, ha reso  possibile
un  notevole sviluppo dell'aviazione civile. Il trasporto marittimo si
   specializzato  nel  settore  mercantile,  con  la  costruzione  di
superpetroliere,  navi  portacontainer e  frigorifere.  Dalla  scienza
missilistica, iniziata con la costruzione delle terribili V1 e V2,  si
  sviluppata l'astronautica, che nel 1961 ha portato il  russo  Jurij
Gagarin nello spazio e nel 1969 gli americani Neil Armstrong ed  Edwin
Aldrin  sulla  Luna.  Il lancio di satelliti artificiali  e  di  sonde
spaziali   ha   quindi   fatto   progredire   la   meteorologia,    le
telecomunicazioni,  la geodesia (la scienza che studia  la  forma,  le
dimensioni e la rappresentazione grafica della Terra) e l'astronomia.
     Una  cos  straordinaria crescita produttiva  non  sarebbe  stata
possibile  senza  una  contemporanea  espansione  dei  consumi;   essa
interess  non  solo  i beni essenziali, ma anche,  e  in  proporzione
maggiore,    i   cosiddetti   beni   di   consumo   durevoli,    ossia
elettrodomestici,  automobili,  televisori,  e  settori   prima   poco
presenti sul mercato, come la cultura, il turismo, lo spettacolo e  il
tempo   libero.  Questo  fu  il  risultato,  oltre  che   dell'aumento
demografico  e  del pi elevato potere d'acquisto dei ceti  bassi,  di
numerosi altri fattori: il calo dei prezzi, originato dalla produzione
in serie e dalla realizzazione di grandi strutture distributive come i
supermercati; una pubblicit resa sempre pi efficace dalla diffusione
dei  mezzi  di  comunicazione di massa e  dall'uso  di  pi  raffinate
tecniche di persuasione; lo sviluppo del credito al consumo a breve  e
a  medio  termine  e,  per l'acquisto di beni  pi  costosi  come  gli
alloggi,  anche di quello a lungo termine e la concessione  di  sgravi
fiscali.   A   livello  internazionale  risultarono  determinanti   la
liberalizzazione degli scambi, favorita dalla graduale riduzione delle
tariffe  doganali,  la relativa stabilit dei cambi determinata  dagli
accordi di Bretton Woods e la maggiore efficienza dei trasporti.
